Che cosa è il jazz?
Non esiste nessuno che, in tanti anni, abbia inventato una definizione del jazz completa, esauriente e comprensibile.
Chiunque abbia cercato di trovare elementi unificanti di stili, tendenze, ritmica e forma, ne è uscito, infatti, con una definizione incompleta o incomprensibile.
Né tantomeno è possibile dire cosa sia il jazz leggendo la definizione fornita da un qualunque dizionario: è solo l'ascolto che illumina il "neofita".
E' incredibilmente vero, però, che da un modesto patrimonio folcloristico proprio dei neri americani si è sviluppato un linguaggio ed una forma d'arte unici, inconfondibili ed universalmente riconosciuti, nei quali, in ogni parte del mondo, qualcuno ha creduto di riconoscersi ( Cfr. André Hodeir, Uomini e problemi del jazz, Milano 1980, pg. 16).
Un linguaggio che ha origini nere, ma che è diventato comune a bianchi e neri, indistintamente, perché indistinto è il mondo del jazz e pari è il contributo ad esso portato tanto dai musicisti neri, quanto dai musicisti bianchi.
In tutte le definizioni riportate traspare chiarissimo il messaggio: il jazz è parte di noi, della nostra esperienza; è qualcosa che ha certamente a che fare con la nostra individualità, ma è anche qualcosa che si costruisce in gruppo; è la storia di ciascuno, ma è anche la storia di tutti: di un giorno o di una vita; di un momento o di un'epoca. Per questo il punto debole della storiografia e della critica è quello di aver sempre cercato di individuare periodi della storia del jazz nettamente definiti.
Questa esigenza si scontra, infatti, con l'accavallarsi ed il sovrapporsi degli avvenimenti collettivi ed individuali.
Ciò ha sempre comportato che al tramontare di uno stile, il nuovo stile non abbia mai soppiantato il precedente, ma si sia affiancato al vecchio creando con questo commistioni e stilemi sempre nuovi.
Nel jazz gli stili nascono uno dopo l'altro e continuano a vivere parallelamente.
La classificazione in periodi che è stata fatta, pertanto, corrisponde semplicemente ad una esigenza pratica di tracciare un quadro di riferimento complessivo legato alle varie fasi di sviluppo formale e sintattico che è utile conoscere almeno nei suoi tratti essenziali.
Cfr. Bruno Schiozzi "What's Jazz" per Fabbri Editore "La storia del Jazz" - I grandi del Jazz, pag. 3)
Che cosa è il jazz?
E' la musica delle tue esperienze, dei tuoi pensieri. Se non lo vivi non esce dal tuo strumento. E allora ti limiti a suonare una musica che è musica, ma che non è jazz.
